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Regolamento ENAC per i “mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto” (sigla APR) o comunemente droni.

Il Regolamento ENAC è la nostra legislazione, in base  queste regole dell’aria possiamo operare nell’area richiesta eventualmente ottendendo permessi ove richiesto in modo legale e garantendo la sicurezza.

Di seguito un estratto all’ultimo emendamento del 2018 qui disponibile.

L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC), unica Autorità di regolazione tecnica, certificazione, vigilanza e controllo nel settore dell’aviazione civile in Italia, è stato istituito il 25 luglio 1997 con Decreto Legislativo n. 250/97.

L’Enac si occupa dei molteplici aspetti della regolazione dell’aviazione civile, del controllo e vigilanza sull’applicazione delle norme adottate, della disciplina degli aspetti amministrativo-economici del sistema del trasporto aereo.

Estratti dal Regolamento ENAC

Regolamento “Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto”

Edizione 2, Emendamento 4 del 21 maggio 2018

Con l’edizione 4 l’ENAC ha inteso anticipare una previsione del prossimo regolamento europeo che pone le operazioni in categoria “specific” (associabili alle operazioni critiche del regolamento ENAC) in scenari standard nel regime di “Declaration”.
Con l’introduzione degli scenari standard, già lo scorso anno, l’ENAC si prefiggeva lo scopo di ridurre i tempi di attesa dando, quindi, una più efficace risposta alle esigenze dell’utenza dovuto all’azzeramento delle verifiche prettamente tecniche effettuate dall’ENAC.
Gli scenari standard preparati da ENAC, in funzione delle fasce di massa operativa al decollo e dell’ambiente operativo, identificano delle prescrizioni tecnico operative in base all’esposizione al rischio, tali da garantire i livelli di sicurezza previsti dal Regolamento ENAC.

Applicando gli scenari standard l’operatore è sollevato da tutte le valutazioni tecniche di analisi del rischio in quanto aprioristicamente effettuate da ENAC e, di fatto, con la sua domanda dichiara di avere un mezzo idoneo per operare nello scenario di competenza e di rispettare tutte le condizioni in esso previste.

Per quanto sopra si è ritenuto di emendare il regolamento al fine di estendere il regime di Dichiarazione anche alle operazioni specializzate critiche in scenari standard.

Si comunica, inoltre, che sono state messe in atto tutte le modifiche informatiche che a breve renderanno applicabile le modifiche regolamentari.
Pertanto, fino a diverso avviso che sarà tempestivamente pubblicato nel sito dell’ENAC, gli operatori che intendono svolgere operazioni critiche in scenari standard sono pregati di continuare ad inviare la domanda di autorizzazione con le modalità attualmente in vigore.

GENERALITA’
  1. Per aeromobile si intende ogni macchina destinata al trasporto per aria di persone o cose. Sono altresì considerati aeromobili i mezzi aerei a pilotaggio remoto, definiti come tali dalle leggi speciali, dai regolamenti dell’ENAC e, per quelli militari, dai decreti del Ministero della Difesa. Le distinzioni degli aeromobili, secondo le loro caratteristiche tecniche e secondo il loro impiego, sono stabilite dall’ENAC con propri regolamenti e, comunque, dalla normativa speciale in materia
  2. Sono altresì considerati aeromobili, i mezzi aerei a pilotaggio remoto distinti tra i Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto e Aeromodelli.
  3. I mezzi aerei a pilotaggio remoto impiegati o destinati all’impiego in operazioni specializzate o in attività scientifiche, sperimentazione e ricerca, costituiscono i Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (SAPR) e ad essi si applicano le previsioni del Codice della Navigazione secondo quanto previsto dal presente Regolamento
  4. Gli Aeromodelli non sono considerati aeromobili ai fini del loro assoggettamento alle previsioni del Codice della Navigazione e possono essere utilizzati esclusivamente per impiego ricreazionale e sportivo. Pur tuttavia, il presente Regolamento contiene specifiche disposizioni e limitazioni applicabili all’impiego degli aeromodelli, per l’uso dello spazio aereo e a garanzia della sicurezza di cose e persone al suolo e degli altri mezzi aerei.

 

CLASSIFICAZIONE DEI SAPR
a) Sistemi con mezzi aerei di massa operativa al decollo minore di 25 kg;
b) Sistemi con mezzi aerei di massa operativa al decollo uguale o maggiore di 25 kg e non superiore a 150 kg.
IMPIEGO DEI SAPR
Nel caso di operazioni specializzate per conto terzi, deve essere stipulato un accordo tra l’operatore del SAPR e il committente nel quale le parti definiscono le rispettive responsabilità per la specifica operazione di volo e sulle eventuali limitazioni e condizioni connesse, anche con riguardo alle disposizioni in materia di protezione dati di cui all’Art. 34 del presente Regolamento.

Sistemi con mezzi aerei di massa operativa al decollo minore di 25 kg

 

 REQUISITI GENERALI
  1. Il SAPR deve essere identificato attraverso l’apposizione sul mezzo aereo di una targhetta riportante i dati identificativi del sistema e dell’operatore. Tale targhetta deve essere installata anche sulla stazione di terra.
  2. Tutti i SAPR devono essere dotati di un Manuale di Volo o documento equivalente.
  3. Devono essere equpaggiati con un sistema per segnalare la quota dell’APR.
  4. I SAPR devonno essere pilotati da pilota in possesso di riconoscimento, attestato, valido (rilasciato da un Centro di Addestramento autorizzato dall’ENAC con certificato medico LAPL (Licenza di pilota di aeromobili leggeri) rilasciato da un medico autorizzato)
  5. Ai fini del presente regolamento è obbligatorio l’uso di giubbetti ad alta visibilità recanti l’identificativo “pilota di APR”.

 

OPERAZIONI NON CRITICHE
Per operazioni specializzate “non critiche”si intendono quelle operazioni condotte in VLOS che non prevedono il sorvolo, anche in caso di avarie e malfunzionamenti, di:
  • aree congestionate, assembramenti di persone,agglomerati urbani;
  • infrastrutture sensibili.

E’ compito dell’operatore la presentazione di un “piano di volo” all’ENAC.

 

OPERAZIONI CRITICHE

Per operazioni specializzate “critiche”si intendono quelle operazioni che non rispettano quanto descritto in “non critiche”.

Prima di iniziare operazioni specializzate critiche l’operatore deve richiedere e ottenere l’autorizzazione dell’ENAC e garantire un livello di sicurezza coerente con l’esposizione al rischio.

Non è consentito il sorvolo di are urbane se non ai SAPR che siano conformi a specifiche particolarità come il nostro DJI Spark Light,
Il sorvolo di assembramenti di persone, per cortei, manifestazioni sportive o inerenti forme di spettacolo o comunque di aree dove si verifichino concentrazioni inusuali di persone è in ogni caso proibito.
AUTORIZZAZIONE E DICHIARAZIONE

L’operatore deve disporre di una organizzazione tecnica ed operativa adeguata all’attività e dotarsi di un manuale delle operazioni che definisca le procedure necessarie per gestire le attività di volo e la manutenzione dei sistemi. Il manuale include le modalità con cui l’operatore effettua l’analisi del rischio associato alle operazioni e la gestione delle relative mitigazioni.
L’operatore, oltre a soddisfare le disposizioni generali di cui alla Sezione VI, ha l’obbligo di registrare e conservare i dati relativi alle attività svolte, incluse le valutazioni di rischio ad esse associate.

Per ottenere l’Autorizzazione, l’operatore presenta all’ENAC specifica domanda nella quale attesta la rispondenza alle sezioni applicabili del presente Regolamento e indica le condizioni e i limiti applicabili alle operazioni di volo previste, inclusa, eventualmente, la necessità di operare in spazi aerei segregati.

Alla domanda allega la documentazione contenente:

a) i dati della targhetta identificativa del SAPR, la descrizione e la configurazione del sistema da impiegare, nonché le caratteristiche e le prestazioni tali da garantirne un impiego sicuro ovvero la dichiarazione di conformità rilasciata dal costruttore, nel caso di SAPR in possesso di Certificazione di Progetto (Art. 13);
b) i risultati delle prove dell’attività sperimentale iniziale;
c) la tipologia delle operazioni specializzate che intende svolgere;
d) i risultati dell’analisi del livello di rischio associato alle operazioni previste, eseguita al fine di sostanziare la sicurezza delle stesse;
e) il manuale di volo dell’APR o documento equivalente;
f) il programma di manutenzione del SAPR;
g) il manuale delle operazioni, inclusa la descrizione delle modalità di valutazione e gestione del rischio.

 

OPERAZIONI CON APR DI MASSA OPERATIVA AL DECOLLO MINORE OD UGUALE A 2 KG

1. Le operazioni specializzate condotte con SAPR di massa operativa al decollo minore o uguale a 2 kg sono considerate non critiche in tutti gli scenari operativi, a condizione che gli aspetti progettuali e le tecniche costruttive dell’APR abbiano caratteristiche di inoffensività, precedentemente accertate dall’ENAC o da soggetto da esso autorizzato come il nostro DJI Spark Light.
In aderenza con quanto disposto all’art. 10, comma 7 del presente Regolamento, è proibito il sorvolo di assembramenti di persone, per cortei, manifestazioni sportive o inerenti forme di spettacolo o comunque di aree dove si verifichino concentrazioni inusuali di persone.

Per la conduzione delle operazioni è sufficiente che l’APR venga pilotato da persone in possesso di un Attestato di cui all’art. 21 in corso di validità, secondo le previsioni del Manuale di volo o documento equivalente.

Nei casi di cui al precedente comma 3, il pilota assume le funzioni di operatore e le relative responsabilità, incluse le registrazioni e segnalazioni. Non sono obbligatori i requisiti organizzativi richiesti agli operatori nei precedenti articoli ma il pilota deve assicurare la corretta conduzione del mezzo e l’effettuazione della manutenzione prevista.

Le operazioni specializzate condotte con APR di massa al decollo minore o uguale a 0,3 kg con parti rotanti protette da impatto accidentale e con velocità massima minore o uguale a 60 km/h come il nostro DJI Spark Light, fermo restando quanto previsto al comma 2 del presente articolo, sono considerate non critiche in tutti gli scenari operativi. Il pilota, al quale non è richiesto il possesso di un Attestato secondo quanto previsto al successivo art. 21, deve comunque garantire che le operazioni siano svolte in osservanza delle regole di circolazione definite nella Sezione V.

Per l’effettuazione delle operazioni con SAPR avente le caratteristiche di massa operativa al decollo > di 300 gr e minore di 2 Kg , l’operatore, o il pilota nei casi di cui ai precedenti commi 4 e 5, deve in ogni caso presentare all’ENAC la dichiarazione in accordo al comma 2 dell’art. 9 del presente Regolamento.

 

PILOTA DI APR

Ai fini della conduzione di un APR è richiesto un pilota in possesso di appropriato riconoscimento di competenza, in corso di validità.

Il riconoscimento di competenza è costituito da un “Attestato di pilota” o da una “Licenza di pilota” di APR. Essi sono rilasciati dall’ENAC direttamente o tramite soggetti autorizzati.

Il pilota ha l’obbligo di registrare la propria attività di volo e non può effettuare operazioni specializzate se nei 90 giorni precedenti alla data dell’attività in operazioni specializzate non ha effettuato almeno tre distinti voli con il SAPR.

Ai fini dell’idoneità psicofisica, il pilota deve essere in possesso di una certificazione medica rilasciata da un Esaminatore Aeromedico (Aero Medical Examiner – AME) secondo gli standard relativi alla licenza LAPL, di cui al Regolamento (UE) n. 1178/2011.

 

OPERAZIONI IN VLOS

Nelle operazioni in VLOS il pilota deve essere in grado di mantenere il contatto visivo diretto con l’APR, in maniera tale da monitorarne il profilo di volo nei riguardi di altri aeromobili, persone, imbarcazioni, veicoli e infrastrutture allo scopo di evitare le collisioni.

Le operazioni in VLOS sono consentite, di giorno, fino ad un’altezza massima di 150 m AGL e fino ad una distanza massima sul piano orizzontale di 500 m, e devono essere condotte in modo sicuro e senza arrecare danni a terzi. Distanze e altezze superiori possono essere valutate e, se del caso, autorizzate dall’ENAC a seguito della presentazione di adeguata valutazione del rischio da parte dell’operatore SAPR.

In caso di perdita del contatto visivo del SAPR, entro i limiti orizzontali e verticali consentiti, il pilota deve terminare il volo il prima possibile.

Le operazioni dei SAPR non possono essere condotte:

a) all’interno dell’ATZ di un aeroporto e nelle aree sottostanti le traiettorie di decollo ed atterraggio oppure ad una distanza inferiore a 5 km dall’aeroporto (ARP o coordinate geografiche pubblicate), laddove non sia istituita una ATZ a protezione del traffico di aeroporto;
b) all’interno dei CTR, fatto salvo quanto riportato nel successivo comma 5;
c) all’interno delle aree regolamentate attive e delle aree proibite.

Le operazioni dei SAPR all’interno dei CTR sono consentite esclusivamente ai sistemi con mezzi aerei di massa operativa al decollo minore di 25 kg, fino ad un’altezza massima di 70 m AGL e fino ad una distanza massima sul piano orizzontale di 200 m. Nelle aree sottostanti le traiettorie di decollo e atterraggio oltre i limiti dell’ATZ e fino a 15 km dall’aeroporto, il limite di altezza è fissato a 30 m AGL.

Le operazioni “non critiche” in VLOS e in EVLOS dei SAPR con massa operativa al decollo minore di 25 kg, devono essere condotte ad una distanza orizzontale di sicurezza di almeno 150 m dalle aree congestionate, e ad almeno 50 m dalle persone che non siano sotto il diretto controllo dell’operatore SAPR.

ASSICURAZIONE

1. Non è consentito condurre operazioni con un SAPR se non è stata stipulata e in corso di validità un’assicurazione concernente la responsabilità verso terzi, adeguata allo scopo e non inferiore ai massimali minimi di cui alla tabella dell’art. 7 del Regolamento (CE) 785/2004.

 

PRIVACY

1. Laddove le operazioni svolte attraverso un SAPR possano comportare un trattamento di dati personali, tale circostanza deve essere menzionata nella documentazione sottoposta ai fini del rilascio della pertinente autorizzazione.
2. Il trattamento dei dati personali deve essere effettuato in ogni caso nel rispetto del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e successive modificazioni (“Codice in materia di protezione dei dati personali”), con particolare riguardo all’utilizzo di modalità che permettano di identificare l’interessato solo in caso di necessità ai sensi dell’art. 3 del citato Codice, nonché delle misure e degli accorgimenti a garanzia dell’interessato prescritti dal Garante per la protezione dei dati personali.

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