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ENAV, ENAC, EASA facciamo luce sui controllori del cielo in Italia by DroniWorld
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ENAV, ENAC, EASA facciamo luce sui controllori del cielo in Italia e non solo

Facciamo un pò di luce
sugli enti che controllano
i cieli d’Italia ed Europa.

The sky is not the limit. Your mind is.
Il cielo non è il limite. La tua mente lo è.
(Marilyn Monroe)
EASA, European Union Aviation Safety Agency
Terra, mare e cielo sono si liberi ma ci sono delle regole per usufruirne e delle autorità per garantire la sicurezza delle persone e delle cose. La sicurezza e le regole in Italia sono gestite da ENAC, dal 2020 da EASA.

Come da un recente articolo che abbiamo pubblicato,

“Dopo un aumento esponenziale delle registrazioni di droni commerciali nel 2018, la Federal Aviation Administration ha rivisto le sue previsioni per il settore e ora si aspetta che triplichi entro il 2023, secondo NextGov.

Secondo NextGov, la FAA è stata colta alla sprovvista quando gli operatori commerciali di droni hanno registrato oltre 175.000 droni nel 2018, dimostrando di aver “drammaticamente sottovalutato” la popolarità della tecnologia. Sebbene i funzionari dell’agenzia prevedano ancora una riduzione della crescita nel tempo, ha scritto NextGov, l’aumento dei droni li ha costretti a rivedere i loro numeri:

Solo l’anno scorso, gli operatori commerciali di droni hanno registrato oltre 175.000 nuovi aeromobili con la FAA, aumentando il numero totale di droni commerciali in uso negli Stati Uniti di oltre il 170 percento, secondo le previsioni aerospaziali annuali dell’amministrazione. L’aumento delle immatricolazioni, che ha ampliato il mercato dei droni commerciali a 277.000 unità, “supera di gran lunga il [ed]” previsto per il 44% dei funzionari di crescita all’inizio dell’anno.”

Il mondo è stato preso alla sprovvista dall’arrivo dei droni (UAV, SAPR,UAS) e dai campi di applicazioni che hanno dimostrato di avere ma sopratutto sono stati presi in contropiede le autorità che gestiscono il traffico aereo e che gestiscono tutte le problematiche connesse alla sicurezza dei cieli, delle persone e delle cose nonchè alla privacy.

Putroppo per tutti, ed in particolare per gli operatori che come noi lavorano in regola con le 1000 ed una incombenze costi e tasse di ogni genere, è difficile far capire alla gente comune ed ai clienti cosa questo voglia dire.

Inoltre l’incoscente e spesso pericolosissimo (ed illegale) utilizzo che in questi primi anni si è fatto dei droni (vd. sorvolo di aeroporti, incontri ravvicinati con aerei in volo, e la lista sarebbe lunga) ha comportato un’inasprimento delle leggi, giustificato nel suo insieme ma incomprensibile in parte per chi ne ha fatto un lavoro ed una attività svolta nel rispetto delle regole ma di questo ne parleremo in un altro articolo.

 

ENAC Ente Nazionale per l’Aviazione Civile
È un ente pubblico non economico dotato di autonomia regolamentare, organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile e finanziaria.
Presidente dell’ENAC, Nicola Zaccheo (04/2019), dipende dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ministro il Senatore Danilo Toninelli (04/2019), ed ha la competenza di vigilanza sull’ENAV – Società Nazionale per l’Assistenza al Volo e sull’Aero Club d’Italia.

ENAV S.p.a.
è una società per azioni quotata in borsa controllata dal Ministero dell’Economia e Finanza (con quota di maggioranza del 53,28%, partecipazione diretta) e sottoposta al controllo di ENAC.

EASA
è l’agenzia europea per la sicurezza aerea organo di controllo del settore aeronautico dell’Unione Europe.

Chi è ENAC

 

L’Ente nazionale per l’aviazione civile (ENAC) è l’autorità italiana di regolamentazione tecnica, certificazione e vigilanza nel settore dell’aviazione civile sottoposta al controllo del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con sede a Roma.
È un ente pubblico non economico dotato di autonomia regolamentare, organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile e finanziaria.

Nel 1997 il governo italiano emana il decreto legislativo n. 250, che riunisce in ENAC le competenze e le funzioni del Registro Aeronautico Italiano, della Direzione generale dell’aviazione civile del Ministero dei Trasporti e della Navigazione e dell’Ente nazionale della gente dell’aria.

Dal 1997 in poi la normativa specifica ha subito molteplici modifiche, stralci, integrazioni e innovazioni all’impianto previsionale del decreto istitutivo dell’Ente, la cui analisi va quindi integrata sia con quella delle circolari e dei regolamenti, parimenti disponibili sul sito Internet dell’ENAC, sia con il dettato del nuovo Codice della navigazione. Molte delle competenze dell’ENAC sono oggi progressivamente trasferite all’European Aviation Safety Agency e presumibilmente i compiti dell’ENAC saranno più di carattere limitato e regionale.

L’ENAC opera con 20 strutture organizzative:

  • una struttura centrale a competenza generale: la direzione generale e le 3 direzioni centrali a supporto della direzione generale
  • 6 direzioni centrali: regolazione tecnica, sviluppo economico, infrastrutture aeroporti e spazio aereo, amministrazione e finanza, attività aeronautiche, coordinamento aeroporti
  • 13 strutture periferiche a competenza territoriale: le Direzioni Aeroportuali.

 

Nell’istituire l’ENAC il legislatore ha riservato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti le seguenti competenze:

  • indirizzo, vigilanza e controllo in materia aeronautica
  • promozione di accordi internazionali
  • vigilanza sull’ENAV – Società nazionale per l’assistenza al volo e sull’Aero Club d’Italia
  • convenzioni con gli enti vigilati
  • valutazione dei piani di investimento nel settore aeroportuale
  • monitoraggio e statistiche sul trasporto aereo

 

Il mandato istituzionale dell’ENAC prevede:

  • attività propedeutica all’affidamento a società di capitale della concessione per la gestione degli aeroporti
  • attuazione del decreto legislativo sul libero accesso al mercato dei servizi a terra (handling) negli aeroporti italiani
  • regolamentazione delle procedure dei servizi aeroportuali
  • esame e valutazione dei piani regolatori e dei programmi di interventi, investimenti e sviluppo in ambito aeroportuale
  • istruttoria degli atti relativi a tariffe, tasse e diritti aeroportuali
  • verifica delle condizioni che possano giustificare l’istituzione di oneri di servizio pubblico su specifici collegamenti aerei
  • certificazione del personale operante nell’ambito aeronautico e della navigazione aerea
  • attuazione delle raccomandazioni adottate dall’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo

 

Con sede centrale a Roma, l’ENAC è rappresentato, nei maggiori aeroporti italiani, dalle Direzioni Aeroportuali (Nord-Ovest, Milano Malpensa, Lombardia, Nord-Est, Emilia-Romagna, Toscana, Regioni Centro, Campania, Puglia-Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia Occidentale, Sicilia Orientale). Ulteriori obiettivi dell’ENAC sono la garanzia della qualità dei servizi resi all’utente e la tutela dei diritti del passeggero. Seguendo le indicazioni dell’Unione europea, l’ENAC ha redatto la Carta dei diritti del passeggero e la Carta dei servizi dei gestori aeroportuali. Nella Carta dei diritti del passeggero è raccolta in un testo unico la normativa vigente a livello nazionale, comunitario ed internazionale sulle forme di tutela rivendicabili oggi dal passeggero, in caso di disservizi, mentre la Carta dei servizi dei gestori aeroportuali definisce gli standard qualitativi minimi che devono essere osservati da ciascuno degli operatori aeroportuali nei servizi forniti ai passeggeri.

Spazio Aereo

Sono demandati all’Ente i compiti di regolazione tecnica, controllo, certificazione e rilascio di licenze in materia di fornitura dei servizi di navigazione aerea, con l’obiettivo di garantire che le attività riguardanti lo spazio aereo italiano e la fornitura dei servizi di navigazione aerea siano rivolte alla sicurezza del volo e all’efficienza delle operazioni.

Attività Internazionali

L’ENAC rappresenta l’Italia nelle maggiori organizzazioni internazionali dell’aviazione civile, l’ICAO, l’ECAC, l’EASA ed EUROCONTROL, con cui intrattiene continui rapporti di confronto e collaborazione e nelle quali ricopre posizioni di leadership.

Il mandato istituzionale dell’Ente prevede, oltre agli aspetti sinora evidenziati:

  • la regolamentazione delle procedure dei servizi aeroportuali;
  • l’adozione dei piani di emergenza sugli aeroporti;
  • la raccolta e l’analisi dei dati sugli eventi aeronautici;
  • lo sviluppo e l’attuazione dei programmi internazionali e nazionali sulla sicurezza del volo;
  • la promozione della cultura della sicurezza e del fattore umano in aviazione;
  • l’attuazione delle raccomandazioni adottate dall’ANSV (Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo);
  • l’assistenza ai familiari delle vittime degli incidenti aerei.

 

(estratti da Wikipedia e dal sito Enac)

I droni (SAPR) rientrano nella giurisdizione dell’ENAC

 

I Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto, noti come droni, sono considerati a tutti gli effetti aeromobili come previsto dall’art. 743 del Codice della Navigazione e definiti come tali da leggi speciali, dal regolamento comunitario dal regolamentodell’ENAC e, per quelli militari, dai decreti del Ministero della Difesa.

L’impiego dei droni è sempre più diffuso e frequente per servizi fotografici, televisivi, ispezioni di edifici, tralicci elettrici, oleodotti, etc. In tale contesto, l’ENAC è impegnato principalmente su due aspetti. Il primo consiste nella definizione di criteri per autorizzare il loro impiego anche nelle condizioni più critiche, come ad esempio la vicinanza agli aeroporti. In tal caso è necessario valutare l’interagenza con gli atterraggi e i decolli degli aeromobili per non abbassare il livello di sicurezza, cercando, allo stesso tempo, di non limitare l’operatività degli aeroporti coinvolti.

Il secondo aspetto riguarda la definizione di criteri per operazioni in BVLOS (Beyond Visual Line of Sight), cioè oltre la portata visiva del pilota a terra. È un obiettivo molto importante, poiché consente di ottenere profili di missione del drone molto più estesi (ed esempio: l’ispezione di intere linee elettriche o gasdotti).

A differenza dei droni gli aeromodelli non sono considerati aeromobili ai fini del loro assoggettamento alle previsioni del Codice della Navigazione e possono essere utilizzati esclusivamente per impiego ricreazionale e sportivo. La regolamentazione ENAC contiene specifiche disposizioni e limitazioni applicabili all’impiego degli aeromodelli, per l’uso dello spazio aereo e a garanzia della sicurezza di cose e persone al suolo e degli altri mezzi aerei.

(fonte sito Enac)

Chi è ENAV S.p.a

 

ENAV è una società per azioni che opera come fornitore in esclusiva di servizi alla navigazione aerea civile nello spazio aereo di competenza italiana (ANSP, air navigation service provider).

La società è controllata dal Ministero dell’economia e delle finanze (che ne ha la maggioranza, il 53,37% del capitale sociale) ed è sottoposta alla vigilanza dell’Ente nazionale per l’aviazione civile (ENAC) e del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. ENAV era l’acronimo di Ente Nazionale per l’Assistenza al Volo che la società ha adottato come propria denominazione sociale dopo la trasformazione da Ente pubblico economico a SpA, avvenuta nel 2001.

È quotata nell’indice FTSE Italia Mid Cap della Borsa di Milano, dove ha debuttato nel luglio 2016.

ENAV eroga il servizio di controllo del traffico aereo (ATCS), nonché il Servizio Informazioni Volo (FIS), il servizio informazioni aeronautiche (AIS) e il servizio di osservazioni e previsioni meteorologiche, limitatamente all’emissione dei bollettini meteorologici relativi agli aeroporti (METAR) e allo spazio aereo di competenza.

Le norme operative internazionali, al cui rispetto la società è tenuta, sono quelle definite dall’ICAO, agenzia delle Nazioni Unite deputata appunto alla definizione delle normative internazionali della navigazione aerea.

Il Gruppo ENAV

Il Gruppo ENAV è costituito da Techno Sky, società leader in conduzione e manutenzione dei sistemi di assistenza al volo e dei relativi software, dal consorzio SICTA che si occupa di progettazione, simulazione e validazione di scenari e funzionalità dell’Air Traffic Management. Dall’Aprile 2011 fa parte del Gruppo anche ENAV Asia Pacific, la nuova società di diritto malese che gestisce le attività commerciali di ENAV nell’area Asia Pacific.

I numeri

ENAV presta i propri servizi nello spazio aereo nazionale di 751.728 Kmq attraverso le Torri di controllo di 40 Aeroporti e i 4 Centri di Controllo d’Area. Ogni anno ENAV gestisce 1,6 milioni di aeromobili con picchi giornalieri di 6.115 voli nel 2012. Il Gruppo ENAV conta 4.186 dipendenti, due terzi dei quali sono personale operativo che viene selezionato, formato e aggiornato da ENAV.

ENAV e le istituzioni internazionali

ENAV è una componente del sistema ATM (Air Traffic Management), partecipa dunque alle attività di ricerca e sviluppo in coordinamento con gli organismi di controllo internazionali del settore quali ICAO, EUROCONTROL e di categoria (CANSO). Partecipa attivamente al programma SESAR (Single European Sky ATM Research), un’iniziativa della Commissione Europea diretta a riformare l’architettura del sistema di gestione del traffico aereo continentale e a far fronte alle future esigenze di capacità e sicurezza.

La Tecnologia e i servizi

ENAV utilizza i dati provenienti da circa 62 radar primari e secondari e 11 radar di superficie.
La navigazione aerea è garantita, inoltre, da 2 radar meteorologici, 126 apparati tra VOR (Very high frequency Omni Range) e DME (Distance Measuring Equipment), 33 ILS (Instrument Landing System), 57 NDB (Non Directional Beacon), 30 VDF (Very high frequency Direction Finder) e 3 MLAT (Multilateration System).
ENAV fornisce tutti i servizi connessi alla navigazione aerea quali:

Informazioni aeronautiche

Pubblicazione ed aggiornamento delle informazioni aeronautiche essenziali per l’operatività del traffico aereo (pubblicazione AIP Italia ed emissione/aggiornamento dei NOTAM).

Meteorologia

Emissione di informazioni meteo con cadenza regolare, previsioni di aeroporto e segnalazioni tempestive di fenomeni meteorologici pericolosi per il volo.
Cartografia aeronautica e Procedure di volo
Studio e produzione in esclusiva di tutte le procedure per il traffico aereo e le carte aeronautiche (aviazione civile).

Radiomisure

Controlli in volo, effettuati con aeromobili ENAV, delle radioassistenze (Radar, VOR, DME, ILS ecc.) allo scopo di definire la validità delle indicazioni da queste emesse.

Formazione del personale

ENAV ha l’esclusiva della formazione del personale civile dell’assistenza alla navigazione aerea, alla quale provvede attraverso l’ENAV Academy di Forlì.

Le fasi del volo

Il decollo – Torre di Controllo (TWR – Aerodrome Control Service)

Il pilota è in contatto con la Torre di Controllo (TWR) che lo autorizza a mettere in moto il velivolo e a spostarsi dal parcheggio verso le piste di rullaggio. Finita questa fase di movimentazione al suolo, la Torre di Controllo autorizza al decollo solo quando sarà garantita la distanza di sicurezza da tutti gli altri aeromobili.

Dopo il decollo – Controllo di Avvicinamento (APP – Approach Control)

Una volta decollato, il pilota cambia frequenza e dalla Torre passa al Controllo di Avvicinamento che ne garantisce un sicuro instradamento nella rotta che gli è stata assegnata.

In rotta – Controllo di rotta (ACC – Area Control Center)

Una volta inserito nell’aerovia, l’aeromobile viene preso in consegna dal Centro di Controllo d’Area che lo guida per tutta la fase del volo, assegnandogli quota e traiettoria, in modo che rimanga sempre alla distanza di sicurezza (detta “separazione”), sia verticale che orizzontale, dagli altri velivoli.

L’atterraggio

In prossimità dell’aeroporto di destinazione, il velivolo viene inserito nuovamente nella fase di Controllo di Avvicinamento che lo accompagna fino all’allineamento con la pista. Quando l’aereo e’ stabilizzato sul sentiero di atterraggio, la gestione viene affidata alla Torre di Controllo dell’aeroporto di destinazione, che lo autorizza all’atterraggio e lo conduce fino al parcheggio.

(estratti da Wkipedia e dal sito ANSA)

Chi è EASA

 

L’Agenzia europea per la sicurezza aerea (o EASA, sigla di European Aviation Safety Agency) è l’organo di controllo del settore aeronautico dell’Unione europea.

Dalla storica data del 17 dicembre 1903, nella quale si levò in volo il primo velivolo a motore più pesante dell’aria, l’aviazione non ha mai cessato di evolversi. Attraverso l’innovazione tecnica, la ricerca ed il miglioramento dei processi di progettazione e costruzione il mezzo aereo si è gradatamente ritagliato quote via via crescenti nell’industria mondiale andando a costituirne, negli ultimi decenni, uno dei settori strategici.

Il trasporto aereo, sia commerciale che di passeggeri oltre ad essere una necessità sociale è uno dei fattori che creano ricchezza per le ricadute economiche, tecnologiche e produttive delle quali gli stati possono beneficiare e ciò nonostante i momenti di crisi. Al giorno d’oggi infatti, in un mondo caratterizzato dalla globalizzazione, risulta impensabile la rinuncia a tale mezzo di trasporto.

La valenza strategica dell’industria aeronautica, e più in generale di quella aerospaziale, per l’Europa si sintetizza bene nella nota seguente pubblicata dal Parlamento europeo:

«L’industria aerospaziale è fondamentale per l’Unione europea a motivo dell’interesse che presentano i suoi aspetti tecnologici, economici e relativi alla difesa. È importante che i paesi europei collaborino in questo settore, in quanto nessuno di essi dispone di un mercato o di strumenti di ricerca e di produzione sufficienti per poter affrontare da solo la sfida posta dai principali concorrenti nel mercato mondiale.»

Per citare qualche numero, basti sapere che circa 25 000 aerei si incrociano quotidianamente nel cielo europeo ed in base alle attuali tendenze del traffico aereo, si prevede che tale numero raddoppi ogni 10-14 anni.

Il mantenimento di tale livelli di crescita comporta da un lato una disponibilità sufficiente in termini di capacità aeroportuali e dall’altro la necessità di una serie di riforme gestionali del settore.

Infatti il trasporto aereo, e di conseguenza l’industria aeronautica, non possono prescindere da tematiche come qualità, sicurezza e tutela ambientale che debbono essere recepite ed attuate per esempio attraverso l’adozione di nuove normative e organismi sia di carattere nazionale che sovranazionale.

Il settore dell’aviazione civile in Europa appare oggi piuttosto frastagliato. Il grafico di seguito riportato mostra bene tale aspetto.

In esso sono catalogati i paesi del continente europeo a seconda della loro appartenenza ad uno o più organismi che promuovano la cooperazione in ambito aeronautico (situazione del luglio 2005) :

EASA Membership 2005.JPG

Con la creazione dell’EASA e delle regole comuni nel campo dell’aviazione civile, i paesi membri dell’Unione Europea si sono fissati un duplice scopo:

  • confermare e rilanciare il progetto di condivisione di un futuro comune iniziato con la firma del trattato di Roma nel 1957
  • promuovere nel mondo un modello normativo europeo unitario

Già nel 2001 i direttori generali delle autorità aeronautiche nazionali, in un meeting dell’ECAC, iniziarono a discutere sulle conseguenze nel settore del trasporto aereo europeo della creazione dell’EASA. In particolare si desiderava capire meglio come sarebbe stata gestita nel futuro l’attività di regolamentazione nel campo dell’aeronavigabilità, della sicurezza ed in quello della certificazione. A tale scopo venne istituita una task force congiunta ECAC(JAA)/EU, nel gennaio del 2002, per proporre soluzioni pratiche alle questioni sollevate.

Nel meeting di Jalta nell’agosto del 2002 la task force sviluppò una serie di proposte per l’organizzazione della mutua accettazione e riconoscimento fra le certificazioni rilasciate da paesi membri dell’EASA e da quelle di paesi non EASA, con attenzione al futuro ruolo delle JAA.

In particolare i direttori generali delle autorità aeronautiche nazionali, furono d’accordo sulle conclusioni della task force ECAC/EC: L’EASA dovrà farsi carico delle problematiche inerenti all’aeronavigabilità nel settore del trasporto civile, sia per gli stati membri dell’Unione europea che per tutti gli stati membri delle JAA. Queste problematiche riguarderanno fra l’altro il settore della manutenzione e quello della certificazione. L’Agenzia dovrà inoltre sviluppare procedure che permetteranno il coinvolgimento, in fase di discussione di materie concernenti l’aeronavigabilità, degli stati non EASA appartenenti alle JAA.

In merito alla coesistenza JAA – EASA è stato deciso che le JAA saranno sciolte, dopo un periodo di transizione, nel quale continueranno a curare la regolamentazione ed il rilascio di certificazioni per i paesi JAA non EASA.

Inoltre è stato stabilito che la transizione dovrà avvenire rapidamente, ma comunque in modo da rispettare i seguenti punti:

  • evitare la generazione di falle di sicurezza e assicurare che gli opportuni provvedimenti in materia, emanati da JAA/ECAC siano attuati
  • assicurare un processo di transizione graduale con riferimento all’impatto sull’industria
  • assicurare che i paesi non EU ma membri JAA possano continuare a partecipare al meccanismo pan europeo, nella cooperazione ad alto livello per la sicurezza nell’aviazione civile

Per realizzare questo delicato passaggio dalle JAA all’EASA nel modo ottimale, è stato istituito un gruppo di lavoro (working group) comprendente i paesi membri dell’EASA, i paesi non EASA membri delle JAA, l’Agenzia, la Commissione Europea e le JAA stesse. Nel luglio 2005 il workgroup ha pubblicato una road map per la transizione dalle JAA all’EASA. In questo documento si stabiliscono priorità, modalità esecutive e un piano di scadenze per attuare le decisioni del meeting di Jalta e giungere per il 1º gennaio 2007 ad un quadro europeo rimodernato.

 

L’Agenzia europea per la sicurezza aerea (AESA) ha il compito di garantire la sicurezza e la protezione ambientale del trasporto aereo in Europa.

 

Sintesi:

  • Ruolo: Garantire la sicurezza e la protezione dell’ambiente nel settore dell’aviazione civile in Europa
  • Direttore: Patrick Ky
  • Membri: 28 paesi dell’UE + Islanda, Liechtenstein, Svizzera, Norvegia
  • Partner: le autorità dell’aviazione civile europea
  • Anno di istituzione: 2002
  • Numero di dipendenti: 840
  • Sede: Colonia (Germania)
  • Sito Internet: Agenzia europea per la sicurezza aerea (AESA)

 

Cosa fa

Il ruolo dell’EASA comprende:

  • armonizzare regolamentazioni e certificazioni
  • sviluppare il mercato unico dell’aviazione dell’UE
  • elaborare norme tecniche nel settore dell’aviazione
  • certificare aeromobili e componenti
  • approvare le organizzazioni che provvedono alla progettazione, fabbricazione e manutenzione dei prodotti aeronautici
  • effettuare controlli di sicurezza e fornisce sostegno ai paesi dell’UE (ad esempio in materia di operazioni di volo e della gestione del traffico aereo)
  • promuovere norme di sicurezza europee e mondiali
  • collaborare con i soggetti interessati a livello internazionale per migliorare la sicurezza in Europa (ad esempio attraverso l'”elenco per la sicurezza aerea dell’UE” – un elenco degli operatori soggetti a divieto operativo).

 

Struttura

L’EASA si articola in 5 direzioni:

  • Direzione esecutiva – comprende l’ingegnere capo, il servizio comunicazione e qualità, il servizio giuridico
  • Gestione strategica e della sicurezza – intelligence in materia di sicurezza e prestazioni, strategia e programmi, cooperazione internazionale
  • Certificazione – certificazione, convalida e direttive di aeronavigabilità per aeromobili, ambiente, parti e apparecchi, controllo di sicurezza per le imprese di progettazione aeronautica
  • Direzione responsabile dei parametri di volo – responsabile della standardizzazione (controllo nazionale) e dell’elaborazione della normativa nel campo della manutenzione, delle operazioni di volo, dell’equipaggio e del personale medico, della gestione del traffico aereo/dei servizi di navigazione aerea, degli aeroporti
  • Direzione risorse e assistenza – finanze e appalti, risorse umane, informatica, servizi al richiedente, servizi alle imprese
  • Ruolo: Garantire la sicurezza e la protezione dell’ambiente nel settore dell’aviazione civile in Europa
  • Direttore: Patrick Ky
  • Membri: 28 paesi dell’UE + Islanda, Liechtenstein, Svizzera, Norvegia
  • Partner: le autorità dell’aviazione civile europea
  • Anno di istituzione: 2002
  • Numero di dipendenti: 840
  • Sede: Colonia (Germania)
  • Sito Internet: Agenzia europea per la sicurezza aerea (AESA)

 

Chi ne beneficia

La comunità dell’aviazione civile europea e internazionale:

  • le autorità dell’aviazione civile europea
  • gli operatori aerei e le compagnie aeree
  • i costruttori/progettisti europei di aeromobili e parti di aeromobili
  • le imprese di manutenzione
  • i piloti privati e commerciali
  • le organizzazioni di addestramento autorizzate
  • i centri aeromedici
  • i controllori del traffico aereo e i servizi di navigazione aerea
  • gli aeroporti


Aeromobili e prodotti aeronautici contemplati:

  • aviogetti grandi e medi
  • aeromobili a turboelica
  • aeromobili leggeri
  • aeromobili ad ala rotante (elicotteri e autogiro)
  • velivoli sportivi leggeri (palloni, dirigibili, alianti, droni civili)
  • motori, eliche, simulatori di volo
  • alcuni aeromobili militari (ad esempio l’aeromobile A400M)

(estratti da Wikipedia e dal sito Unione Europea)

EASA e le proposte per le nuove norme europee sui droni

Grande attenzione in questi tempi per le proposte di EASA per i regolamenti europei che entreranno in vigore nel prossimo futuro.

Dal sito EASA:

Per garantire la libera circolazione dei droni e condizioni di parità nell’Unione europea l’EASA ha elaborato delle norme europee comuni. Esse contribuiscono allo sviluppo di un mercato comune europeo garantendo al contempo operazioni sicure e il rispetto della privacy e della sicurezza dei cittadini dell’UE.

Status sulla stesura del quadro normativo

Dal 28 febbraio 2019 l’Europa è un passo avanti verso le norme armonizzate per rendere sicure le operazioni con i droni.

La commissione EASA ha votato all’unanimità l’approvazione della proposta della Commissione europea di un atto di esecuzione per regolamentare le operazioni dei sistemi aerei senza equipaggio (UAS) in Europa e la registrazione degli operatori dei droni e dei droni certificati.
La legge di attuazione è accompagnata da una legge delegata che definisce i requisiti tecnici per i droni. È stato adottato dalla Commissione europea il 12 marzo 2019 e inviato al Parlamento dell’UE e al Consiglio dell’UE per il periodo obbligatorio di controllo di 2 mesi.

Se il Parlamento europeo o il Consiglio dell’UE non sollevano obiezioni, entrambi gli atti saranno pubblicati prima dell’estate 2019 e il regolamento sarà gradualmente applicabile entro un anno dalla pubblicazione. Entro il 2022 il periodo transitorio sarà completato e il regolamento sarà pienamente applicabile.

Le operazioni di UAS in Europa saranno classificate in 3 categorie principali:

  1. la categoria “aperta” è una categoria di operazioni degli UAS che, considerati i rischi connessi, non richiede un’autorizzazione preventiva da parte dell’autorità competente né una dichiarazione dell’operatore dell’UAS prima che l’operazione abbia luogo;
  2. la categoria “specifica” è una categoria di operazioni UAS che, considerati i rischi connessi, richiede un’autorizzazione da parte dell’autorità competente prima dell’operazione, tenendo conto delle misure di mitigazione individuate in una valutazione del rischio operativo, fatta eccezione per alcuni scenari standard in cui una dichiarazione da parte dell’operatore è sufficiente o quando l’operatore possiede un certificato di operatore UAS leggero (LUC) con i privilegi appropriati;
  3. la categoria ‘certificata’ è una categoria di operazioni UA che, considerando i rischi coinvolti, richiede la certificazione di UAS, un pilota remoto autorizzato e un operatore approvato dall’autorità competente, al fine di garantire un adeguato livello di sicurezza.
    Il regolamento proposto si concentra sulle categorie aperte e specifiche.

(estratti dal sito EASA)

Il video dell’EASA “Fate volare un drone e divertitevi ma con senso di responsabilità ed attenzione alla sicurezza”

I prossimi passi


A seguito della pubblicazione del regolamento UE, l’EASA pubblicherà il materiale di orientamento (GM) e la descrizione dei mezzi per conformarsi al regolamento, i metodi di conformità accettabili (AMC).

Questi includono:

  • una versione rivista della bozza di AMC e GM che è stata pubblicata con l’opinione 01/2018
  • la SORA (valutazione del rischio operativo specifica) come AMC per la valutazione del rischio richiesta nella categoria “specifica”;
  • la prima valutazione del rischio predefinita per assistere gli operatori nel richiedere un’autorizzazione nella specifica categoria;
  • e spiegazioni risultanti dalle discussioni svoltesi con le parti interessate durante l’approvazione del regolamento

 

Parallelamente, l’EASA sta lavorando ai prossimi passi che consentiranno il funzionamento sicuro degli UAS e l’integrazione di questi nuovi utenti dello spazio aereo nello spazio aereo europeo:

  • Parere dell’EASA contenente 2 scenari standard che consentono ciascuno di utilizzare una dichiarazione. Questi scenari standard saranno inclusi in un’appendice alla legge di attuazione: il parere dell’EASA è previsto per il quarto trimestre del 2019
  • Notifica dell’EASA relativa all’emendamento proposto (NPA) per gli UAS nella categoria “certificata”, che comprenderà un pacchetto completo riguardante tutti i settori aeronautici (aeronavigabilità, aeronavigabilità continua, licenze di pilotaggio remoto, operazioni aeronautiche, ATM / ANS e aerodromi): l’NPA è atteso nel quarto trimestre del 2019 o nel primo trimestre del 2020
  • Parere dell’ESA dell’UESA, compreso un quadro di alto livello: il parere è previsto per il quarto trimestre del 2019
  • Ultimo ma non meno importante, l’EASA è molto impegnata nello sviluppo di standard per le categorie aperte e specifiche e nello sviluppo di materiale per la promozione della sicurezza

 

(estratti dal sito EASA)

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