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Il consorzio norvegese UAS realizza un volo pionieristico con un drone lungo la costa di ben 200 km

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Un recente volo sperimentale dimostra che gli aerei senza equipaggio possono essere utilizzati non solo per brevi viaggi di andata e ritorno, ma anche per le operazioni a lunga distanza dal un campo di aviazione ad un altro. Questo apre nuove possibilità per le applicazioni a lungo raggio di droni come sorveglianza, monitoraggio, operazioni di ricerca e salvataggio e applicazioni nei trasporti.

A giugno, un Maritime Robotics (Penguin B UAV) di proprietà del Norwegian Defence Research Establishment (FFI), è decollato da Frøya sulla costa centro-occidentale della Norvegia.
Il piccolo veicolo aereo senza pilota (UAV) è volato a nord verso il mare, iniziando la sua prima missione a lungo raggio. Mentre volava sulla sua rotta di 200 km, sopra il ruvido terreno norvegese, era sempre collegato al centro operativo da una nuova tecnologia di comunicazione a lungo raggio. L’aereo ha volato, su rotte pianificate,  attraverso diversi tipi di spazio aereo controllato, costantemente monitorato.

Quando l’aereo si è avvicinato a Rørvik, un operatore ha assunto il controllo e lo ha fatto atterrare senza problemi. L’Università Norvegese di Tecnologia e Scienza (NTNU) faceva parte dell’equipaggio di atterraggio, loro la stazione operativa mobile e il pilota di sicurezza per assistere l’approccio e l’atterraggio finale. All’atterraggio, il piccolo UAV era stato in aria per 2 ore e 12 minuti. Volando su un percorso di 200 chilometri e atterrando a circa 170 chilometri da dove è decollato.

La nuova e innovativa tecnologia di collegamento dati wireless, utilizzava antenne a fasi array di Radionor Communications, ha fornito comunicazioni affidabili per il controllo durante la missione e sono state registrate comunicazioni stabili alla rete di terra con una portata superiore a 160 km con un ricetrasmettitore leggero installato nell’aeromobile.

L’esperimento faceva parte del programma di ricerca Hybrid Operations in the Maritime Environment (HOME), che è una cooperazione tra Radionor Communications, Università Norvegese di Scienza e Tecnologia e Robotica Marittima. Questo progetto è stato parzialmente finanziato dal Norwegian Reseach Council. Inoltre, l’esperimento è stato reso possibile grazie all’importante contributo del Norwegian Defence Research Establishement (FFI), Norkring e Avinor.

Fonte SUAS News http://bit.ly/2MSZTWJ 



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